Post

L'invasione delle locuste in Africa

Immagine
Kenya, Somalia, Eritrea, Etiopia e Uganda stanno da settimane subendo un'invasione di locuste del deserto, che stanno razziando milioni di ettari di campi coltivati. E ora, secondo gli esperti potrebbe espandersi anche alla Tanzania e allo Yemen.

Scena che potrebbe sembrare da Apocallise, come molti l'hanno descritta, ma anche senza scomodare riferimenti biblici le immagini trasmettono il disastro e l'emergenza come le parole non riescono.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'agricoltura (Fao), ha parlato di "catastrofe" che potrebbe lasciare decine di milioni di persone senza cibo.

fonte : Repubblica.it

















Libia. Torture nei campi di detenzione: le nuove immagini choc

Immagine
Fonte: Avvenire.it - articolo di P. Lambruschini
Una giovane
 eritrea appesa a testa in giù urla mentre viene bastonata ripetutamente nella "black room", la sala delle torture presente in molti centri libici per migranti. Il video choc - di cui riportiamo solo alcuni fermo immagine - è stato spedito via smartphone ai familiari della sventurata che devono trovare i soldi per riscattarla e salvarle la vita.
È quello che accade a Bani Walid, centro di detenzione informale, in mano alle milizie libiche. Ma anche nei centri ufficiali di detenzione, dove i detenuti sono sotto la "protezione" delle autorità di Tripoli pagata dall’Ue e dall’Italia: la situazione sta precipitando con cibo scarso, nessuna assistenza medica, corruzione. In Libia l’Unhcr ha registrato 40mila rifugiati e richiedenti asilo, 6mila dei quali sono rinchiusi nel sistema formato dai 12 centri di detenzione ufficiali, il resto in centri come Bani Walid o in strada. In tutto, stima il "Global dete…

Mercanti di uomini. Libia, una vita vale 12.500 dollari. Storie di tortura e sofferenza

Immagine
Trafficanti e boia che ricattano le povere famiglie dei migranti. E se i soldi non arrivano dietro l'angolo c'è la morte. Nell'indifferenza generale si leva solo il grido di papa Francesco
fonte: Avvenire.it - articolo di Paolo Lambruschini
«Aiutateci. Siamo in pericolo, ci prendono a calci ogni volta. Se potete aiutateci per favore». La vita di una persona vale 12.500 dollari nel lager libico di Bani Walid, 11.220 euro circa. È il prezzo fissato dai miliziani che appartengono alla tribù dei Warfalla e che controllano la città nel distretto di Misurata, circa 150 chilometri a sud est di Tripoli, uno dei principali snodi del traffico di migranti in arrivo dal sud della Libia e diretti verso la costa. L’economia dell’area si regge da anni sul traffico di petrolio e di esseri umani. I banditi hanno "acquistato" dal trafficante eritreo Abuselam Ferensawi, detto il francese, uno dei maggiori mercante di carne umana in Libia – sparito probabilmente in Qatar per godersi i p…

Chiesa Eritrea: digiuno e preghiera per la chiusura degli ospedali cattolici

Immagine
Un invito al digiuno e alla preghiera. É quello contenuto in una lettera indirizzata a tutti i fedeli della Chiesa cattolica dell’Eritrea dall’arcivescovo di Asmara, Abune Mengesteab Tesfamariam. “I problemi che stiamo affrontando – afferma - devono fortificarci, più che indebolirci” Nella missiva datata 22 giugno, il presule chiede che l’iniziativa, da promuoversi in tutte le chiese e monasteri cattolici del Paese, abbia inizio oggi, nella memoria di San Giustino de Jacobis, missionario lazzarista dell'Abissinia, e si concluda il prossimo 12 luglio, festa dei santi Pietro e Paolo secondo il calendario liturgico di rito geez.
Preghiera, digiuno e fiducia nel Signore Rivolgendosi ai parroci, alle religiose e ai religiosi, mons. Tesfamariam descrive con pena la grave situazione nel Paese a seguito della decisione del governo eritreo, nei giorni scorsi, di chiudere le 22 strutture sanitarie gestite dalla Chiesa cattolica nelle sue quattro eparchie. Il provvedimento è stato una rispos…

Eritrea: don Zerai (Habeshia), “continuano irruzioni nelle cliniche cattoliche, anche scuole a rischio. Arrestata una suora”

“Il silenzio dell’Italia su quanto sta accadendo in Eritrea è surreale. Il dramma del popolo eritreo è taciuto per interesse economico e geopolitico”: è l’ennesima denuncia di don Mussie Zerai, presidente dell’agenzia Habeshia, in merito agli ultimi, recenti, episodi di persecuzione nei confronti della minoranza cattolica: il 12 giugno scorso militari e poliziotti hanno fatto irruzione nelle cliniche cattoliche per requisirle forzatamente. In Eritrea la Chiesa gestisce 29 cliniche, al servizio di 200.000 persone ogni anno. “Il regime ieri ha sfondato le porte delle cliniche in diverse località nelle diocesi di Barentu e Keren – racconta oggi don Zerai -. Una suora è in prigione perché non ha voluto dare le chiavi della sua clinica”. Al sacerdote eritreo sono giunte voci che il governo “si sta preparando a fare lo stesso con le nostre scuole, che sono più di 50”. “La situazione eritrea che si sperava migliorasse dopo la firma della pace con la vicina Etiopia invece va peggiorando – com…

L'odissea degli ultimi. Libia, nuove cronache dall'orrore

Immagine
fonte: Avvenire

Ancora foto choc dai campi di detenzione di Bani Walid, dove i trafficanti torturano e ricattano le vittime Prigionieri di criminali efferati, 150 profughi subiscono violenza da mesi
Nuove foto mandate dagli stessi criminali documentano le torture sui profughi subsahariani nei lager dei trafficanti, inaccessibili all’Onu e alle agenzie umanitarie. Ancora orrore senza fine dalla Libia: immagini di pistole puntate alla testa, corpi in catene macilenti e annichiliti come bestie. E vergogna per l’indifferenza dei governi europei. È una delle tante prove della catastrofe umanitaria in Libia, denunciata da Acnur e da diverse organizzazioni per i diritti umani. 
Le immagini provengono direttamente dall’inferno di Bani Walid, distretto di Misurata, circa 150 chilometri a sud-est di Tripoli. Sono state mandate ai familiari dai trafficanti di esseri umani per indurli al pagamento del riscatto per rilasciarli. Da sei mesi ogni giorno i detenuti subiscono minacce, percosse, torture e…

MIGRANTI, IL RACCONTO STRAZIANTE DELLE DONNE CHE HANNO SUBITO VIOLENZA

Immagine
fonte Famiglia Cristiana

Abbassa lo sguardo per nascondermi le lacrime, Mariam (il nome è di fantasia per proteggere la sua identità) quando le chiedo la sua impressione sulla vicenda dei profughi salvati dalla nave Diociotti, della Guardia Costiera Italiana, da pochi giorni sbarcati a Catania dopo un calvario durato 11 giorni.
La giovane scuote la testa come se cercasse le parole, quelle che spesso muoiono in gola a chi conosce il dolore nelle sue più terribili espressioni e non sa  come si possa difendere “a parole” la dignità della vita umana.  Sa che in quella nave c’erano, tra i 177 profughi, 28 minori e  12 ragazze, tutti sfuggiti all’inferno dei campi di concentramento libici. Lei, nei suoi 20 anni da poco compiuti, sa tutto e proprio per questo non riesce ad esprimersi. L’orrore e la tristezza li dovrò cogliere nei suoi occhi lucidi, profondi, quanto la sofferenza di queste persone. “Non hai idea di quanto ho sofferto in Libia!”, racconta con la voce spezzata. Loro, loro che dec…