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Visualizzazione dei post da Agosto, 2009

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NON PUO' CAMBIARE
La situazione in Eritrea ed in tutto il corno d'Africa è in continuo ed esponenziale peggioramento.
La carestia per la scarsità delle piogge dello scorso anno, si fa sempre più sentire.

Ma il mondo non ne parla, il sud Sudan, l'Eritrea, la Somalia, parte dell'Etiopia, per ora non interessano a nessuno. Che si scannino fra di loro tranquillamente.
In Eritrea, dati FAO giugno 2008, il 75% della popolazione è sottonutrita e ciò a causa dell’aumento dei prezzi delle granaglie e dunque della difficoltà di accedere al cibo.

La difficile situazione alimentare è ulteriormente peggiorata dalla carestia imminente dovuta alla scarsità delle piogge della scorsa stagione, una situazione che, come ha detto la FAO il 12 dicembre scorso, causerà oltre 20 milioni di morti per fame nel corso del 2009 nel corno d’Africa, se la comunità internazionale non si muoverà massicciamente. Una situazione che mette a rischio di sopravvivenza soprattutto bambini ed anzi…

Un anno, 4 mesi e 21 giorni viaggio dalla morte all'Italia

PALERMO - Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell'ospedale "Cervello". Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d'agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la televisione e il crocifisso, una di fronte all'altro.

È quel che vede Titti Tazrar da ieri mattina, quando apre gli occhi. Quando li chiude tutto balla ancora, ogni cosa gira intorno, il letto è una barca che si inclina e poi si piega sulle onde. Titti cerca la corda per reggersi, d'istinto, come ha fatto per 21 giorni e 21 notti, con la mano che da nera sembra diventata bianca per la desquamazione, una mano forata dalle flebo per ridare un po' di vita a quel corpo divorato dalla mancanza d'acqua. La gente che ha saputo apre la porta e la guarda: è l'unica donna sopravvissuta - con altri quattro giovani u…

IL DRAMMA ANNUNCIATO

Non poteva essere diversamente, era questione solo di attendere.
Respingimenti e leggi inumane non fermeranno i disperati che sanno di rischiare la vita prendendo il mare, ma che preferiscono correre il rischio alla ricerca di un futuro migliore. Nemmeno questi 73 morti conviceranno quei disperati che fuggono da fame, sete, mancanza di lavoro, totale incertezza per il futuro, a desistere, a rimanere a casa loro.
"meglio la morte in mare, che morire pian piano qui" dicono quando li incontri lì nella loro terra.
Leggi ignoranti, nel vero senso della parola, fatte da persone ignoranti. Persone che ignorano realmente come quei disperati vivano prima di scappare, come un terzo della popolazione mondiale viva sulle spalle degli altri due terzi. Leggi che non fanno crescere umanamente e socialmente il popolo che le adotta.
Ecco se i nostri governanti avessero la minima idea di cosa voglia dire vivere senza acqua, perchè è così che nel corno d'Africa si vive, tutti i giorni, se i no…