La crisi economica non ferma la solidarietà.

I Tg non danno buone notizie, oppure nel tentativo di darle, danno quelle vuote di gossip o di cronaca rosa, tralasciando spesso quelle vere, quelle che con i loro contenuti possono aiutare a pensare.
La fame, la mancanza di acqua, la carestia, affliggono gran parte della popolazione mondiale, ma grazie all'impegno di molte donne ed uomini, la lotta alla povertà, la ricerca della giustizia non si fermano.
In collaborazione con le suore Figlie della Carità, in prima fila al servizio degli ultimi, è partito il 6  LUGLIO, un container di aiuti alimentari destinato alla popolazione eritrea. 
Si tratta del sesto container dall'inizio dell'anno che la nostra associazione organizza grazie alla grande generosità di tanti, ed alla ormai consolidata collaborazione con le suore Figlie della Carità. Oltre 15000 kg di generi alimentari di prima necessità, latte per neonati, farina, pasta, zucchero e legumi.
Ogni volta chiudere un container non è un punto di arrivo, ma un punto di ripartenza. La consapevolezza che la fame nel mondo si può combattere, anche se è difficile da battere, passa dalla convinzione che azioni come quella di organizzare un container, che poi non è altro che una goccia nell'oceano della fame, continuano "miracolosamente" a ripetersi come un pendolo perpetuo che una volta messo in moto si ferma solo se con la mano lo blocchiamo. 
E così già pensiamo al  prossimo container in partenza a metà luglio, affidandoci al pendolo o, per chi ci crede, affidandoci con fiducia alla Provvidenza.
Se usciamo dalla visione che il mondo finisce ai confini del nostro ricco orizzonte, se prendiamo coscienza della fortuna che abbiamo avuto a nascere nel "mondo civile" dove anche se sempre di corsa, non ci manca nulla, oltre che apprezzare di più ciò che abbiamo, siamo disposti a tendere la mano a chi ci chiede aiuto. E' questo che ogni giorno scopriamo nel vedere come ognuno di noi si mette in moto per fare qualcosa per chi lontano soffre la fame. E questo, in un periodo storico che spinge verso l'egoismo, verso il rifiuto del diverso, da un lato stupisce, ma dall'altro ridona fiducia, speranza, certezza che la stupidità, il vuoto che certa cultura vuole imporre alle nostre menti, non passerà.
E' incredibile quanto possa donarci un kg di farina che regaliamo ad un uomo, una donna, che non sappiamo nemmeno che faccia abbia o di che religione sia.

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