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domenica 17 gennaio 2016

Aumentano nel mondo i cristiani perseguitati: 7100 vittime nel 2015

fonte: radio vaticana

La Ong Porte aperte ha pubblicato la World Watch List 2016: la lista dei primi 50 Paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo. Il 2015 si conferma “anno nero” con 7100 cristiani uccisi, 2400 chiese distrutte e migliaia di profughi costretti a lasciare il loro Paese a causa della loro fede cristiana.Stefano Pesce ha intervistato il presidente di Porte Aperte Cristian Nani:
Cristiani iracheni fuggiti ad Erbil - EPAR. – La World Watch List è un rapporto che “Porte Aperte–Open Doors” realizza annualmente. Monitoriamo 65 Stati e stiliamo questa classifica in cui presentiamo i primi 50 Paesi dove esiste una forma di persecuzione o discriminazione anti-cristiana.
D. – Quali sono i Paesi più pericolosi?
R. – Il Paese dove più si perseguitano i cristiani, dove più è difficile essere cristiano in questo momento, è la Corea del Nord. Stimiamo che tra i 50 mila e i 70 mila cristiani languono nei campi, che possiamo chiamare “campi di concentramento”. Ciò non ci sorprende visto quanto sta accadendo in Medio Oriente. Se prendiamo in esame la Siria, i cristiani rimasti ad Aleppo si devono difendere da tutti i lati. L’Eritrea forse sorprende al terzo posto: chiunque osi protestare contro le violazioni dei diritti più elementari viene arrestato. Poi ci sono l’Afghanistan, la Siria, il Pakistan, la Somalia, il Sudan. Noteremo come l’Africa sia tra le aree del pianeta quella dove più si perseguitano i cristiani, e dove il fenomeno sta crescendo notevolmente.
D. – Un fenomeno a cui si assiste, legato alle persecuzioni di cristiani nei loro territori è l’esodo…
R. – Ora noi siamo prettamente preoccupati del Nord Africa e del Medio Oriente. In Nigeria del Nord sono veramente migliaia i cristiani costretti alla fuga dai 12 Stati che compongono la Repubblica federale nigeriana: gli Stati dove regna la Legge islamica. Contiamo che solo in Nigeria oltre 4.000 sono le vittime cristiane: quelli che potremmo definire “martiri cristiani”. Questi numeri sono legati al fatto che la persona si identifichi con Cristo e a causa di questo viene uccisa. Potremmo citare anche il Kenya o l’Eritrea. Nel novembre 2014, il 22% dei rifugiati arrivato in Italia veniva dall’Eritrea. Altri esodi stanno iniziando in quelle zone; a Garissa, dove meno di un anno fa questi terroristi fecero irruzione in un’università e uccisero oltre 140 studenti cristiani.
D. – Voi definite il 2015 come l’ “anno della paura”. Ma che cosa ci attende nel 2016?
R. – Consideriamo che la persecuzione è in un trend di crescita. Ormai potremmo dire che mai come negli ultimi 20 anni si sono perseguitati i cristiani. Teniamo d’occhio quanto sta accadendo in India. Io credo che il trend futuro sia un peggioramento della libertà religiosa dei cristiani in molti Paesi. Ciò non mi sorprende e non ci sorprende, perché lo ha detto Gesù: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. 

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