Come una piccola pompa solare può cambiare la vita



Shinara è un villaggio a circa 7 km da Keren, nell’entroterra eritreo. Il villaggio, come tutti i villaggi eritrei, non ha un acquedotto. I tucul, le tipiche case dell’area, sono tutti senz’acqua e per approvvigionarsi di quanto serve alla famiglia per sopravvivere, i ragazzi, le donne ed i bambini tutti i giorni vanno al pozzo nel letto del fiume in secca a riempire i bidoni. Un eterno campeggio dove però non ci sono nemmeno i servizi igienici, un eterno campeggio dove chi è più fortunato ha un asino sui cui caricare i bidoni pieni d’acqua, mentre sono tanti anche quelli che se li caricano sulle spalle per poi farsi anche più di mezz’ora di cammino sotto il sole per tornare a casa.
Il pozzo di Shinara è un pozzo profondo circa 25 metri e l’acqua è ad una profondità che varia dai quindici ai venti metri. L’acqua viene prelevata da una botola sempre aperta. I secchi vengono buttati giù e riempiti da bambini il cui peso è spesso uguale al carico che tirano con il rischio sempre incombente di cadere nel pozzo.
Allora una semplice pompa solare, un intervento dal costo veramente contenuto pari a circa 6000 euro, può cambiare la vita ed anche contribuire a salvare la vita di molti bambini.
Come si è scavata il pozzo, la comunità del villaggio si è costruita un piccolo serbatoio vicino al pozzo, a noi solo il compito di mettere una piccola pompa che dal levar del sole fino al suo tramonto riempia il serbatoio da dove poi l’acqua verrà prelevata attraverso dei rubinetti.
Sembra impossibile ma il miglioramento della qualità della vita della popolazione del villaggio sarà notevole, avere più acqua significa poter migliorare le condizioni igienico-sanitarie, poter coltivare un orto, poter puntare ad una maggiore autosufficienza. La pompa consentirà anche di chiudere la botola e dunque di togliere anche il pericolo.
Tanti altri villaggi sono nella situazione in cui era Shinara… che dire… damose da fa!
E se siete arrivati fino qui a leggere, alcune note: nel video molti di voi hanno riconosciuto un attore e presentatore italiano: Luca Calvani che ha contribuito con la sua associazione “il Tesoro nel campo – Onlus” alla realizzazione dell’impianto. Ed i guanti, gli attrezzi, credete, non sono a favore della telecamera, non è un set, non è un reality, è impegno reale!
E’ il primo di speriamo tanti progetti che potremo fare insieme a Luca e Francesca sua moglie in Eritrea.
Dunque grazie anche e soprattutto a Dario che ha girato le immagini, a Luca ed … a Mario.


Post popolari in questo blog

L'odissea degli ultimi. Libia, nuove cronache dall'orrore

Chiesa Eritrea: digiuno e preghiera per la chiusura degli ospedali cattolici

Libia. Torture nei campi di detenzione: le nuove immagini choc